Cari Colleghi,
vi invio, in allegato, la Locandina del Convegno "OLTRE IL RECUPERO. Conservazione, riuso e transizione ecologica tra identità e prestazioni", che si terrà venerdì 9 ottobre pv, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, nell’Aula Magna della sede della Facoltà di Architettura di Piazza Borghese 9.
Di seguito è riportata una breve sinossi del Convegno.
La crescente necessità di intervenire sul patrimonio architettonico esistente pone oggi una questione centrale per la cultura tecnologica del progetto: come conciliare la conservazione dei valori materici, formali e identitari degli edifici con l’esigenza di adeguarne prestazioni, usi e capacità di risposta alle contemporanee sfide ambientali, energetiche, ecologiche e sociali. Tale questione assume particolare rilevanza per l’architettura moderna e contemporanea realizzata nel secondo Novecento, un patrimonio spesso caratterizzato da elevata qualità progettuale, ma al contempo esposto a fenomeni di obsolescenza funzionale, tecnologica ed energetica. La ricerca, sviluppata nell’ambito del progetto “Oltre il recupero. Riuso adattivo, circolare, energeticamente efficiente” risultato vincitore dell’Avviso pubblico “Architetture sostenibili per il restauro del contemporaneo – II edizione 2025-2026” promosso dal Ministero della Cultura, ha affrontato tale problema attraverso l’individuazione, la documentazione e l’analisi comparativa di 30 architetture contemporanee di qualità, nazionali e internazionali, realizzate tra il 1945 e il 1988, selezionate in relazione alla loro rilevanza architettonica e agli interventi di recupero, riuso e rifunzionalizzazione di cui sono state oggetto. Particolare attenzione è rivolta ai casi nei quali il progetto di intervento abbia saputo integrare restauro e conservazione, adeguamento funzionale, efficientamento energetico ed ecologico e riuso, superando una concezione meramente conservativa o prestazionale dell’intervento sul costruito.
L’orizzonte teorico della ricerca si colloca nell’evoluzione del paradigma della conservazione integrata, affermatosi con la Carta di Amsterdam del 1975, verso una più ampia concezione dell’intervento sul patrimonio come processo multidimensionale, nel quale identificazione, conoscenza, documentazione, conservazione, protezione, riuso, miglioramento delle prestazioni, e rivitalizzazione concorrono alla costruzione di nuove condizioni di abitabilità e durata. In questa prospettiva, la conservazione non viene intesa come semplice permanenza della materia, ma come condizione dinamica di trasmissione e trasformazione del patrimonio, capace di preservarne la memoria e, al contempo, di accrescerne resilienza, adattabilità e contributo alla transizione verso modelli ambientali e sociali più sostenibili.
Alessandra Battisti
