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Il 18 agosto 2024 è entrato in vigore il Regolamento UE 2024/1991, noto anche come “Regolamento sul Ripristino
della Natura”, mirato a salvaguardare e ripristinare la biodiversità e la salute degli ecosistemi, negli areali agro-naturali e negli ecosistemi urbani. Il Regolamento prevede nuovi e stringenti obblighi per gli Stati membri, finalizzati ad un graduale miglioramento degli ecosistemi degradati presenti nell’Unione. Il Regolamento rappresenta uno degli strumenti chiave per la realizzazione della strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, cui si aggiunge la Direttiva Soil monitoring. Inoltre, le misure previste rappresentano un importante contributo al conseguimento degli impegni internazionali dell’UE. Gli Stati membri dovranno predisporre un Piano Nazionale per il Ripristino finalizzato al perseguimento di un buono stato degli habitat terrestri, marini, u bani, forestali e agricoli che risultano degradati, da realizzare secondo precisi obiettivi e scadenze: il 30% degli habitat al 2030, il 60% al 2040 e il 90% al 2050. Il progetto di Piano di ripr stino dovrà essere proposto da ogni Stato Membro entro stringenti scadenze e dovrebbe costituire il risultato di un monitoraggio del territorio e dell’individuazione delle misure da adottare per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Il Convegno vuole operare un inquadramento generale del Regolamento sul ripristino della natura, con attenzione sia ai grandi sistemi naturali sia ai cosiddetti ecosistemi urbani, la cui disciplina, tesa al recupero di accettabili condizioni ambientali nei luoghi di vita, responsabilizza direttamente (come indicato dal D.lgs. 80/2026) gli enti territoriali e gli strumenti del governo del territorio.
Lo snodo cruciale attiene all’identificazione di soluzioni efficienti (e praticabili) in grado di assicurare l’innesco di processi di rinaturalizzazione, a partire da adeguate contabilità ambientali (attente ai servizi ecosistemici, alla biodiversità e alle connessioni garantite dalle reti) e da un nuovo modello di conformazione dei suoli a fini ambientali. Attorno a questi temi, inserendosi in un dibattito che sta prendendo piede, il Convegno AIDU intende promuovere un dialogo interdisciplinare, con coinvolgimento di attori istituzionali, giuristi e urbanisti, prima tappa di un percorso di approfondimento circa gli influssi eurounitari e le trasformazioni che rendono sempre più porosa la frontiera tra l’urbanistica e le discipline ambientali.
